Scoliosi




La scoliosi idiopatica è una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale che si torce nei tre piani dello spazio; sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale con un’alterazione delle curve, spesso provocandone un’inversione, sul piano assiale con un movimento di rotazione. Per definizione, la scoliosi idiopatica non riconosce una causa nota e, probabilmente, nemmeno una causa unica. La definizione classica della Scoliosis research society definisce la scoliosi come una curva di più di 10° Cobb sul piano frontale senza considerare il piano laterale, le cui modificazioni incidono significativamente sull’evoluzione della scoliosi e la trattabilità ortesica.

Le scoliosi idiopatiche possono essere classificate differentemente secondo la localizzazione iniziale della deformita:

  • scoliosi toraciche
  • scoliosi toracolombari
  • scoliosi lombari
  • scoliosi a doppia curva
  • scoliosi infantili e adolescenziali secondo l’età dell’insorgenza

Il principale test di valutazione nell’esame clinico del paziente scoliotico è il test di Adams (forward-bending test). La positività di tale test è patognomica di scoliosi. Il valore predittivo positivo del forward-bending test è variabile, essendo inversamente proporzionale al grado di curvatura e dipendente dall’esperienza degli esaminatori. L’inclinometro (scoliometer) rappresenta un altro strumento di valutazione che si è affermato negli ultimi anni come estremamente utile nei programmi di screening. Questo strumento misura l’angolo di inclinazione del tronco ed è dotato di una ripetibilità inter-esaminatori molto elevata, il che consente di determinare delle soglie al di là delle quali intervenire con una radiografia. Il gibbometro (livella) è uno strumento in grado di fornire un ulteriore parametro di valutazione, differente rispetto all’inclinometro, ovvero l’altezza del dislivello tra concavità e convessità della curva. L’nclinomtro d’Osualdo è un altro strumento che ha dimostrato un’elevata ripetibilità. La valutazione radiografica rimane in ogni caso il riferimento standard per la valutazione della sensibiltà e della specificità dei test di screening.




Trattamento della scoliosi

Quando la patologia è lieve, il trattamento è una forma di prevenzione primaria. Questa fase terapeutica è da sempre stata definita come “trattamento libero” e riguarda la cosiddetta scoliosi minore. La forma terapeutica principalmente applicata è quella chinesiterapica: si tratta di esercizio fisico finalizzato al miglioramento di capacità neuromotorie, adattato e controllato sulla base della patologia e delle caratteristiche individuali del singolo paziente. Il complesso degli esercizi è teso a migliorare le capacità specifiche dell’individuo (equilibrio, coordinazione e controllo oculo-manuale) rispettando gli equilibri biomeccanici (l’azione è sui tre piani dello spazio). Un secondo aspetto è quello della prevenzione secondaria, vale a dire del trattamento per evitare i danni conseguenti alla presenza della patologia conclamata. I confini possono essere fatti coincidere con un livello di patologia che richiede di intervenire con un’ortesi, avente lo scopo primario di evitare l’aggravamento della scoliosi. Infine, va considerata la prevenzione terziaria, spesso fatta coincidere tout court con la riabilitazione. Questo momento è tipico del recupero post-intervento e/o del superamento dei danni iatrogeni in età dell’accrescimento.

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