Le Catene Muscolari

Quando si compie un’azione muscolare, ad esempio una flessione del braccio, è importante considerare tale movimento non generato da un singolo muscolo, ma da un insieme di muscoli che in maniera sinergica compiono il lavoro. Si ragiona così non in termini di muscoli singoli, ma di catene muscolari, cioè di muscoli inseriti su levee ossee consecutive e sinergiche nel realizzare lo stesso tipo di movimento. Questo tipo di approccio ci permette di considerare la postura di un individuo che viene fortemente influenzata dalle catene muscolari. Avere una buona postura è importante non solo per fini estetici, ma anche per quelli funzionali; un individuo con dei corretti equilibri tra i vari muscoli è un individuo con un corpo efficiente ed esente da dolori. Il profilo ideale di una postura, viene indicata nella figura qui accanto, in cui con l’ausilio del filo a piombo si riscontrano i corretti allineamenti. Avremo così nella visione laterale del soggetto una perpendicolarità che partendo dal basso passerà:

  • leggermente avanti rispetto al malleolo laterale
  • leggermente avanti rispetto all’ asse dell’ articolazione del ginocchio
  • attraverso il grande trocantere e leggermente dietro il centro dell’ anca
  • attraverso l’ articolazione della spalla controllando che le braccia siano normalmente allineate con il tronco
  • attraverso i corpi vertebrali cervicali
  • attraverso il lobo dell’orecchio con il risultato di avere la testa di 2/3 avanti e 1/3 dietro alla linea a piombo

Risulta molto importante tenere in considerazione la postura di un individuo durante un programma di allenamento muscolare. Ad esempio in palestra, si vedono molte persone che con il passare del tempo modificano il loro atteggiamento posturale creando degli squilibri sulle catene muscolari, solo con un semplice lavoro di potenziamento non corretto, sino a far degenerare la situazione in dolore. L’ esempio classico è rappresentato da persone con tendenza posturale a chiudere le spalle in avanti (adduzione delle spalle e rotazione mediale dell’omero), con spostamento del capo, oltre i 2/3 anteriormente alla linea a piombo, causa di notevole tensione dei muscoli estensori del capo, che può degenerare in dolore cervicale. Risulta così fondamentale tenere in considerazione le catene muscolari e quindi una corretta postura in maniera che l’ allenamento con sovraccarichi sia realmente un modo per stare meglio, sviluppando e mantenedo le proprie potenzialità; combattendo la sedentarietà, sempre più dilagante e causa di molteplici malattie metaboliche e dell’ apparato locomotore. Va sottolineato come il trattamento delle catene muscolari sia un lavoro sulle guaine interdipendenti dei muscoli, in cui un equilibrio delle tensioni significa un equilibrio del tessuto fasciale, il quale è in profondità intimamente collegato anche agli organi. Un esempio del funzionamento delle catene muscolari è fornito dall’utilizzo giornaliero dei tacchi alti nelle scarpe indossate dalle donne. Esempio classico di scarpe con un tacco di media altezza che viene normalmente utilizzato:




  • L’ inclinazione del corpo in avanti risulta di circa 12°, in una persona di altezza media, solo con un tacco di 2-4 cm. Certamente è impensabile andare in giro inclinati in avanti, così siamo costretti ad applicare una correzione per evitare di cadere, portando il nostro corpo di nuovo dentro a qualche cosa che somigli a una postura retta. Tutto ciò dovrebbe far pensare alle modificazioni a carico dei distretti muscolari coinvolti nel mantenere l’ equilibrio e tutti i compensi che si scaricheranno a livello delle articolazioni. Ogni articolazione che si assume l’ onere di sopportare il peso del corpo avrà la sua normale posizione alterata dalla nuova stazione in caduta anteriore, i muscoli che si inseriscono su queste giunture subiranno dei cambiamenti: alcuni si allungheranno eccessivamente perdendo forza, altri si contrarranno più del necessario creando delle retrazioni, il tutto a scapito della pressione sulle ossa e sulle cartilagini. Non c’è da stupirsi che ciò sfoci inizialmente nella sofferenza e poi nelle osteo-artriti. Nei soggetti a postura lordotica avremo un aumento della curva lombare, mentre nei tipi cifotici, aumenterà l’ atteggiamento con possibile iperestensione posturale del ginocchio. Se prendiamo il primo caso avremo un compenso inizialmente a carico del ginocchio per l’ estensione plantare del piede causata dal tacco, fissando così un compenso a livello del cavo popliteo, messo in flessione per evitare la caduta anteriore. In questa maniera si stabilizzerebbe una retrazione a carico del muscolo gastrocnemio e dei muscoli ischiotibiali, causata dalla loro biarticolarità. A questo punto si evidenzieranno due possibilità di compenso: una a livello della zona lombare con un aumento della curva, l’ altra, mantenendo la zona lombare inalterata, a livello cervicale. Entrambe le soluzioni sono delle importanti estensioni della colonna non in range fisiologici, con la possibilità di causare in futuro tensioni muscolari fastidiose e successivamente dolore.

Occorre ragionare sempre globalmente nella ricerca delle cause. La diffusione dei riflessi antalgici porta a considerare che la causa di un comportamento, non risiede mai nel punto in cui il dolore si manifesta (se non a causa di un trauma violento o diretto). Bisognerà sempre risalire alle cause dei “problemi”(disforfismi), che saranno evidenziati solo da una messa in tensione globale dei muscoli retratti. Fra le zone frequentemente soggette a retrazione la lordosi lombare e l’inspirazione, saranno sempre superprotette. Di seguito sono schematizzate tre esempi delle più importanti catene muscolari che ci accompagnano nei movimenti giornalieri.

  1. Catena Muscolare Posteriore:

    superiormente ha inizio con i muscoli che si  inseriscono sull’ occipite, tutti i muscoli superficiali e profondi posteriori, proseguendo dorsalmente con la muscolatura intrinseca della colonna vertebrale e superficialmente con i muscoli toracoappendicolari, arrivando fino al bacino; a questo punto la catena continua con la muscolatura glutea superficiale e profonda, gli ischio-tibiali, il popliteo, il tricipite surale e i muscoli plantari.

  2. Catena Muscolare Anteriore:

    inizia superiormente con tutto il sistema che mantiene sospeso il diaframma e i visceri, lo sternocleidomastoideo, muscolo lungo del collo, gli scaleni, i pilastri del diaframma, l’ileo-psoas e la fascia iliaca, il quadricipite femorale e il tibiale anteriore.

  3. Catena Superiore Laterale:

    anteriormente è composta dal muscolo grande pettorale, dal coracobrachiale, dal bicipite brachiale, dal brachiale anteriore e dal lungo supinatore; inoltre da tutti i muscoli anteriori dell’ avambraccio come pure da quelli della loggia del tenar e dell’ipotenar. Posteriormente dai muscoli toracoappendicolari, romboidei, trapezi, gran dorsale, deltoide posteriore, tricipite brachiale, flessori superficiali e profondi della dita.




 Struttura muscolare generale

L’azione di un muscolo, sia in accorciamento che in allungamento, viene influenzata dalla sua stessa struttura e cioè dalla disposizione dei fascicoli (raggruppamento di fasci), la cui disposizione ed inserzione attraverso i tendini sono diverse sul piano anatomico. Possiamo distinguere due principali strutture fusiforme e penniforme.

  • Fusiforme: fibre muscolari poste essenzialmente in posizione parallela rispetto alla linea che unisce l’origine prossimale a quella distale (linea di contrazione); questa caratteristica è riscontrabile nei muscoli della dinamica.
  • Penniforme: le fibre si inseriscono in maniera obliqua nel tendine che si estende lungo il muscolo e perciò rispetto anche alla linea di azione muscolare. Questa disposizione dei fascicoli può avere importanza nella forza e nella capacità di allungamento dei singoli muscoli e la si può riscontrare nei muscoli della statica.

Nei distretti muscolari con caratteristica fusiforme, ad esempio il quadricipite, hanno maggior range di movimento ma meno forza di trazione, mentre quelli con caratteristica penniforme, sono dotati di un gran numero di fascicoli e quindi hanno possibilità di forza maggiore ma un più basso range di movimento. Con l’evoversi dell’ età avremo una fisiologica trasformazione delle strutture muscolari con un evoluzione dei muscoli dinamici a perdere tono e a rilassarsi e i muscoli della statica ad essere ipertonici e retratti.

 

Classificazione di alcuni muscoli suddivisi nelle due categorie

Muscoli primariamente tonici – posturali (statica)

Cingolo scapolare e braccia
  • Grande pettorale
  • Elevatore della scapola
  • Trapezio inferiore
  • Bicipite femorale
Tronco
  • Erettori spinali lombari
  • Erettori spinali cervicali
  • Quadrato dei lombi
Anche, cosce e gambe
  • Bicipite femorale
  • Semitendinoso
  • Semimenbranoso
  • Ileo-Psoas
  • Retto femorale
  • Adduttore lungo
  • Adduttore breve
  • Adduttore grande
  • Gracile
  • Piriforme
  • Tensore fascia lata
  • Gastrocnemio
  • Soleo




Muscoli primariamente fasici (dinamica)

Cingolo scapolare e braccia
  • Romboidi
  • Trapezio superiore
  • Trapezio medio
  • Tricipite brachiale
Tronco
  • Erettori addominali toracici
  • Addominali
Anche, cosce e gambe
  • Vasto mediale
  • Vasto laterale
  • Gluteo medio
  • Gluteo grande
  • Gluteo piccolo
  • Tibiale anteriore
  • Peronei

 




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